A prima vista sembra un’immagine tratta da Il re leone, o da L’Era glaciale: la leonessa è in cima a una roccia e osserva, contrariata, l’intruso, un cobra incerto se attaccare o defilarsi. La coda del felino è ritta e ondeggia, come un secondo serpente pronto allo scatto. Il duello sta per iniziare. I due contendenti si studiano e preparano la mossa fatale in un’attesa che vibra nei muscoli e nelle fibre. Non sappiamo come sia finita. La fotografia, con la sua magia, ci porta fino alle soglie di un istante rubato alla vita e alla morte e congelato in una sorta di eternità. Cambio scena. Due aerei in volo radente, come caccia da guerra. Questi però hanno piume e becco. Uno è coloratissimo, ordigno di geometrica potenza e bellezza, insegue l’altro, più piccolo e con una sobria livrea marrone, eppure determinato a non mollare un centimetro al micidiale nemico. Una immagine futuristica che pulsa di velocità, ferocia, paura e speranza, del fascino della natura selvaggia, in bilico tra morte e sopravvivenza, scomparsa e sopraffazione, forza e sottomissione, bellezza e consunzione. Tutto questo raccontano le fotografie della mostra Wildlife Photographer of the Year, ideata e prodotta dal Museo di Storia Naturale di Londra, che da dopodomani (sabato 21 marzo) al 12 luglio sarà aperta al Forte di Bard, monumentale rocca fortificata sulla Dora Baltea, in Valle d’Aosta.
L'attimo afferrato in uno scatto che rende la natura opera d'arte | Libero Quotidiano.it
A prima vista sembra un’immagine tratta da Il re leone, o da L’Era glaciale: la leonessa è in cima a una roccia e osserva, contraria...






