A Lecco, Comune di 47mila abitanti, si è deciso di lavorare su ciò che resta, portando il mercato cittadino, solitamente in centro città, nei rioni: «Partiremo con questa sperimentazione nei pomeriggi infrasettimanali a partire da febbraio. È una soluzione che lavora sul presidio sociale, più che sul voler tenere aperte a tutti i costi le attività», racconta l’assessore all’attrattività territoriale, Giovanni Cattaneo. «Siamo una città policentrica, con una quindicina di rioni. Dobbiamo compensare la carenza e la chiusura di attività storiche per far percepire alle persone, soprattutto le più anziane, che anche qui continuano a esistere le relazioni sociali». Da qui un protocollo siglato con Confcommercio, pensato come strumento di governance più che come azione d’emergenza.
Accanto a questo, il Comune ha avviato una sperimentazione tecnologica per misurare in tempo reale i flussi di persone nelle aree più frequentate del distretto urbano del commercio. «Vorremmo in futuro estendere la zona monitorata, perché ci aiuta a dare feedback ai commercianti e a migliorare la programmazione pubblica – spiega Cattaneo –: eventi sul lungolago, iniziative nelle piazze, politiche turistiche». Anche il turismo diventa una leva: itinerari tematici, esperienze fuori dal centro, collegamenti tra percorsi culturali e attività commerciali locali. «Ci siamo dati tre anni di sperimentazione per capire quali esperienze funzionano di più, come per esempio il noleggio della bici visitare i luoghi della scapigliatura».







