ROMA - Nell'ampia Sala dei gruppi parlamentari, la stessa che pochi giorni fa ha ospitato la conferenza stampa di inizio anno di Giorgia Meloni, si fa fatica a trovare posto. Ai primi banchi eletti della maggioranza, ministri, sottosegretari, e i presidenti di Camera e Senato. Tutti riuniti per la presentazione del nuovo libro del ministro della Giustizia Carlo Nordio, dal titolo “Una nuova giustizia”. Un appuntamento che arriva a poche ore dalla firma del decreto di indizione del referendum da parte del presidente della Repubblica, Mattarella. E che segna, inevitabilmente, un cambio di passo nella campagna per la separazione delle carriere.
Prova ne sono anche i due eventi andati in scena prima e dopo la conferenza del ministro, sempre a Montecitorio: il lancio del nuovo comitato del sì, da parte di Luca Palamara e da Francesca Pascale. E poi, la presentazione del libro scritto dall'azzurro Enrico Costa, con le testimonianze di cento vittime di errori giudiziari. Un primo passo, quello della separazione delle carriere tra giudici e pm, a cui - stando al Guardasigilli - potrebbero seguirne altri: la riforma delle intercettazioni e della responsabilità professionale dei magistrati.
Alla richiesta di spiegare le ragioni della riforma da parte del direttore del Messaggero, Roberto Napoletano, Carlo Nordio risponde con una premessa di metodo: «Bene che vi siano delle posizioni diversificate sul referendum e soprattutto espresse in modo pacato. Il ricorso? È inutile».







