È un altro pezzo di storia italiana che se ne va. Ancora non avevamo metabolizzato il lutto per Armani, che adesso ci arriva in testa quest’altra tegola. A onor del vero i due, per quanto nati a una manciata di chilometri l’uno dall’altro, sotto e sopra il Po, non avrebbero potuto essere più diversi. Chi scrive, piacentina come Armani, di Re Giorgio sa la freddezza iniziale, il riserbo, per dirla tutta la chiusura ermetica, della gente dei suoi posti, di cui sembrava un ottimo esemplare, globalizzato finché vuoi, ma pur sempre piacentino, perché si torna sempre da dove si è iniziato. L’immagine pubblica di Valentino Garavani da Voghera era quanto di più diverso. Innanzitutto lombardo, non di terra di confine, quindi più aperto per definizione, e poi romano d’adozione. E qui sta tutta la differenza del mondo. Non è un caso che a Voghera fosse nato pure Arbasino, e ci si scommetterebbe un occhio che si conoscessero eccome, memori entrambi di terrazze romane e grasse risate. Perché insomma Valentino è stato lo stilista che vestiva Audrey Hepburn e passeggiava a Capri con Jacqueline Kennedy, dava del tu a tutto il mondo, ma era arcitaliano, senza quel pizzico di presunto calvinismo – nei fatti inesistente – di cui gli italiani del centro sud talvolta ci accusano.
Valentino, sublime ma anche pop: ecco chi era l'imperatore della moda | Libero Quotidiano.it
È un altro pezzo di storia italiana che se ne va. Ancora non avevamo metabolizzato il lutto per Armani, che adesso ci arriva in test...













