Ci sono nomi che, pronunciati, evocano immediatamente un mondo intero. Giorgio Armani e' uno di questi. La sua scomparsa, oggi all'età' di 91 anni, e' avvenuta con la stessa discrezione he ha permeato la sua vita. Non solo un couturier, non semplicemente un imprenditore: un creatore di immaginari. Il suo percorso, dagli esordi in una provincia italiana del secondo dopoguerra fino a divenire icona universale del "Made in Italy", e' la storia di un uomo che ha saputo trasformare la sua visione della bellezza in un linguaggio universale, discreto eppure potentissimo. Re Giorgio architetto della sobrietà, custode discreto dell'anima italiana. D'altra parte la sua massima piu' celebre - "L'eleganza non e' farsi notare, ma farsi ricordare" - contiene un manifesto: sottrarre, ripulire, rendere l'abito un gesto misurato che lascia traccia. E' il filo che unisce l'intera sua parabola, dall'infanzia emiliana al laboratorio globale che porta il suo nome, passando per Milano città che lui ha contribuito a vestire, letteralmente, di una nuova idea di sobrieta'. Nato a Piacenza l'11 luglio 1934, studia per un periodo medicina a Milano, poi sceglie la pratica del "fare". La Rinascente gli insegna la grammatica dello sguardo vetrine, assortimenti, contatto col pubblico e da Cerruti affina la precisione del taglio maschile. Nel 1975 la svolta.