Dal mondo delle istituzioni a quello dell’industria, dalla moda allo sport. Le reazioni alla scomparsa dello stilista e imprenditore Giorgio Armani arrivano da tutta Italia e da tutto il mondo, a testimonianza del ruolo che «Re Giorgio», così era soprannominato, ha avuto a livello internazionale in mezzo secolo di carriera. Quello di ambasciatore dell’italianità nel mondo.
Del resto, lui non si è mai trincerato dietro i confini della moda tout court: ha sperimentato contaminazioni spesso inedite: dal food all’ospitalità con i suoi ristoranti e hotel in giro per il mondo, fino allo sport con l’Olimpia Milano e le partnership con i team olimpici e la Figc. Nè si è mai risparmiato (quando richiesto) nei commenti sull’attualità e i cambiamenti sociali.
Istituzioni e politica celebrano Armani
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa di Giorgio Armani, «maestro dello stile e della moda e simbolo del genio italiano nel mondo. Personalità schiva e riservata, dalla costante infaticabile creatività, nei lunghi anni della sua carriera - ha ricordato il Capo dello Stato- ha ridefinito, a livello internazionale, i canoni dell’eleganza e del lusso. La sua sofisticata semplicità, la sua cura per la qualità e l’attenzione ai dettagli, hanno ispirato e influenzato generazioni di stilisti». La premier Giorgia Meloni, che più volte ha vestito Armani, lo ha salutato così: «Ci lascia a 91 anni Giorgio Armani. Con la sua eleganza, sobrietà e creatività ha saputo dare lustro alla moda italiana e ispirare il mondo intero. Un’icona, un lavoratore instancabile, un simbolo dell’Italia migliore. Grazie di tutto».










