Se Armani era re Giorgio, Valentino era l'ultimo imperatore della moda, come veniva chiamato con rispetto e ammirazione.
Un tributo a uno stile dallo chic assoluto che Garavani non ha portato solo sulle passerelle e sotto i riflettori, ma su cui ha costruito una vita intera.
Una vita legata da un filo colorato, quel punto di rosso che, come accade solo a pochi grandissimi, porta il suo nome, il rosso Valentino. Un pigmento puro e privo di qualsiasi altra sfumatura che sembra emanare luce, illuminando chi lo indossa.
Una tonalità elegante e regale, nata da un ricordo vivido inciso nella mente di Valentino durante la sua giovinezza, un momento all'opera di Barcellona, dove un'anziana signora adornata con un vestito di velluto rosso gli lasciò un'impressione indelebile", ispirando la creazione del suo colore caratteristico.
"Il rosso è un colore che mi riporta alla mia gioventù" diceva il grande couturier, che introdusse la tonalità poi diventata la sua 'signature' già nella collezione inaugurale nel 1959. Da allora il rosso rimase come una presenza costante, sinonimo del suo lavoro. Un trademark cui nel tempo si sono aggiunti simboli di riconoscibilità come la V del suo nome, usata per stampe e accessori come la cintura che sfoggiava spesso Jackie Kennedy, una della tante celebrità legata non solo allo stile di Valentino ma allo stesso couturier, molto amato dal jet set internazionale fin dagli anni Sessanta per il suo glamour assoluto.










