Una tonalità unica, declinata in un’infinità di sfumature, diventata il sogno di tutte le donne, oltre che emblema della maison romana e firma del suo stilista fondatore

di Alessandra D'Acunto

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Il Rosso Valentino è un capitolo essenziale della narrazione della maison fondata da Valentino Garavani, a Roma, nel 1959. Sinonimo della sua storia gloriosa e della sua identità estetica, non è nato in contemporanea con la casa di alta moda: il colore fulgido e inconfondibile associato al nome dello stilista è un’introduzione del 1985. Ma la fascinazione del creativo per la tonalità brillante, che accomunava i fiori più belli e gli abiti più esaltanti, affonda le sue radici all’adolescenza. Il grande couturier, scomparso il 19 gennaio all’età di 93 anni, raccontava di come il suo “incontro” visivo con il rosso, che lo avrebbe accompagnato tutta la vita, fosse avvenuto all’Opera di Barcellona. Ancora studente, era rimasto folgorato da quel rosso che vedeva portare alle ragazze e alle signore e che sembrava avere il potere di rendere bello tutto ciò che toccava. Donava a tutte.

Uno studio negli archivi della maison Valentino, in occasione dell’uscita nel 2022 di un libro da collezione Assouline sul suo rosso, ha rivelato che sebbene per il colore associato allo stilista si pensi ad un’unica sfumatura vivissima la realtà è ben diversa. Soltanto all’interno delle creazioni couture, infatti, si contavano ben oltre 550 nuance del celebre scarlatto. In special modo fino al 2007, anno in cui Garavani ha scelto di ritirarsi dalla direzione creativa, dive sui red carpet più in vista e first ladies, regine e principesse hanno desiderato tutte essere vestite da Valentino e possedere almeno un abito del famoso rosso. Pierpaolo Piccioli è subentrato al creativo nel 2008, in duo con Maria Grazia Chiuri, entrambi già interni alla maison. Dal 2016, è rimasto solo alla direzione delle linee Valentino. Qualche anno dopo, con il suo Pink PP, una vibrante tonalità di rosa shocking, ha replicato nel terzo millennio ciò che il suo maestro aveva realizzato quasi cinquant’anni prima. Ha declinato sulle sue creazioni, quindi, un colore capace di risultare irresistibile. Come se quel fucsia fosse una delle infinite variazioni del cromatismo unico che è il Rosso Valentino.