Sguardo limpido e diretto, le mani si muovono quel poco che serve per enfatizzare le parole. Tono pacato e animato allo stesso tempo dalla passione che ha mosso metà della sua vita. Nicolas Joly, vigneron del Clos de la Coulée de Serrant e pioniere in Europa della biodinamica in vigna, ha il sorriso schietto di chi continua a porsi domande pur intuendo già la risposta, la postura di chi nel confronto ammette lo scontro solo se porta a una crescita, umana e professionale. Non solo vigneron, il suo piglio lo ha portato anche a fondare La Renaissance des Appellations, associazione che riunisce produttori impegnati in rigorosi disciplinari che condividono l’obiettivo di tutelare l’integrità del vino e valorizzare la sua capacità di esprimere in modo autentico il territorio.

E Roma ha ospitato per la prima volta il Convivium Renaissance, evento internazionale dedicato al vino biodinamico, organizzato da Lorenzo Macinanti e Giulia Arimattei, di Vini Selvaggi e Solovino, realtà radicate sulla diffusione della cultura del vino basata su autenticità, territorio e sostenibilità. Il Convivium Renaissance è stata occasione per Il Gusto di incontrare Joly e porgli alcune domande.

Chi è Nicolas Joly? Come si descriverebbe?