OLIMPIADI - Otto secoli fa era il martire proclamato santo, oggi è l’amministratore delegato di Società Infrastrutture Milano Cortina. «Per l’Ordine dei Predicatori, sono fra’ Pietro (da Verona)», confida Fabio Massimo Saldini. La rivelazione arriva, a sorpresa, nell’intervista in cui il commissario di governo per le opere olimpiche si racconta a cuore aperto in vista di Milano Cortina 2026.
Vedrà le gare dal vivo o in tv?
«Rigorosamente dal vivo per due ragioni. La prima è il lavoro: ho dei compiti di gestione di alcune sedi di gara. La seconda è il cantiere umano: ho proprio un'affezione personale nei confronti di alcuni atleti, delle persone che hanno lavorato, di alcune imprese. Sarò con loro».
Sport olimpico preferito?
«Incontrando gli atleti, affrontando i problemi e sviluppando i progetti come lo Sliding Centre di Cortina e il Livigno Snow Park, mi sono innamorato di discipline che, le confesso, neanche sapevo esistessero. Però il mio sport preferito è lo sci nordico, tecnica classica in particolare, che ho praticato per anni anche con qualche Marcialonga. Una o due volte alla settimana andavo ad allenarmi a Riale, dove Marco Pantani visse l'epica gara alla Cascata del Toce».






