Ieri l'evento promosso dal Mit dal titolo "Dal Sogno alla Realtà". "Ho 52 anni e la mia Milano un'Olimpiade non l'aveva mai vista. Io al massimo quando ero bambino e nevicava andavo sulla montagnetta di San Siro con il bob, parlare di Olimpiadi invernali era assolutamente impensabile e invece abbiamo portato i Giochi sotto la Madonnina e sui Navigli, per me è davvero una cosa eccezionale", dice Salvini che rivela di avere temuto che qualcosa potesse diventare un incubo: "La pista di bob - dice alla Gazzetta dello Sport -. Quando sono entrato al ministero nel 2022 non c'era sostanzialmente nulla, mi si diceva di fare le gare in Svizzera, in Austria, a un certo punto negli Stati Uniti... Non aveva senso. Ringrazio l'impresa Pizzarotti e l'architetto Saldini come ad di Simico, messo da me in corsa, per aver accettato il rischio. E ringrazio gli operai, eccezionali. Quando ho sentito dire dagli atleti che non si aspettavano una pista di questo livello è stata una bella soddisfazione". Per Salvini l'eredità più importante che lasceranno questi Giochi è nelle opere che resteranno. "Lo studentato di Milano ha un valore, ma da ministro delle Infrastrutture mi viene da pensare alla Lecco-Bergamo di cui sentivo parlare da 30-40 anni e che di sicuro aiuterà i pendolari per gli anni a venire. E poi gli impianti sportivi: vorrei che dopo i Giochi l'hockey su ghiaccio tornasse ad avere in Italia tutta la dignità che merita".