Il panzerotto gigante della pizzeria Arlecchino di Triggiano conquista i social: si chiama “camastrone” e può raggiungere il metro e quaranta di lunghezza, per un peso di circa due chili e mezzo, una variante “mastodontica” della specialità pugliese invidiata in tutto il mondo. “L’idea è nata nel lontano 1985, quando lavoravo come pizzaiolo in Germania – racconta Dino Carbone, titolare di Arlecchino – mi chiesero di fare qualcosa di speciale, allora mi venne in mente di creare un calzone da un metro e sessanta. Fu un successo, fece scalpore”.
Il miglior panzerotto e dove mangiarlo: la provincia batte Bari? I locali da provare per scoprirlo
di Alessia Palmisano
In tempi più recenti, dopo l’apertura del locale in provincia di Bari, il camastrone venne introdotto ufficialmente in menù nel 2013, su suggerimento del figlio di Carbone, Pino, che una sera, poco prima della chiusura, propose di servire ad una tavolata di 20 persone un unico grande panzerotto alla crema di nocciola, invece di impiegare troppo tempo per impastare e cuocere quelli piccoli. Da questo momento in poi il prodotto tipico della tradizione pugliese nella sua taglia XXL ha popolato l’immaginario collettivo, grazie al passaparola e alle foto sui social. Lo hanno battezzato camastrone in riferimento alle camastre, delle massicce catene utilizzate sulle navi per issare le caldaie.






