La docente dell’università di Cambridge, famosa per protestare completamente nuda, smonta il mito della raggiunta parità. E spiega come mai le lavoratrici siano considerate pericolose
di Deborah Ameri
È probabile che l’abbiate vista completamente svestita, durante qualche intervista televisiva. O mentre protestava contro l’uscita del Regno Unito dall’Ue, con la scritta sul seno: “La Brexit lascia la Gran Bretagna nuda”. Economista di fama internazionale, femminista, docente all’università di Cambridge, Victoria Bateman sta riscrivendo la storia delle donne e del loro ruolo nel tessuto economico di culture e civiltà. In Italia il suo unico libro tradotto è La ricchezza invisibile delle nazioni (Luiss University Press), diventato bestseller nel suo Paese e promotore di una rivoluzione sessuale nel pensiero economico.
La teoria della great feminization sostiene che oggi le donne siano più potenti e quindi più pericolose. È davvero così?
“Solo una su due in età lavorativa riceve uno stipendio. Le donne portano a casa il 57% di quello che guadagnano gli uomini e rappresentano meno del 15% dei proprietari di terreni. Se ci fossero tante miliardarie quanti miliardari, avremmo sei volte più Taylor Swift, Sheryl Sandberg e Oprah Winfrey”.
