Dai diritti civili alla politica, dalla medicina all’università. Perché, nonostante tutto, c’è ancora speranza
di Alessia Gallione
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Prima di tutte – accanto a tutte – c’è stata Teresa Vergalli, nome di battaglia Annuska. Partigiana, maestra elementare, politica. Se n’è andata a maggio, a 97 anni, poco prima che fosse pubblicato il suo ultimo appello. Affidato – in un Paese governato da chi, ancora adesso, non riesce a dichiararsi antifascista, in un’Europa minacciata da guerre e autocrazie – alle più giovani. “La democrazia non è una conquista realizzata una volta per tutte. È figlia della Storia. Nasce, tramonta e muore. Bisogna cogliere per tempo i segnali della crisi. Non esistono acquisizioni perenni e tutto ciò che conta – la libertà, l’uguaglianza, la giustizia sociale – deve essere sempre custodito, fortificato, accresciuto. Tocca a voi ora difendere la democrazia dai suoi nemici”. Un ideale passaggio di testimone, che Laura Hardeep Kaur, 30 anni, italiana del Punjab schierata in difesa dei braccianti sfruttati dell’Agro Pontino, sembra già pronta a raccogliere. Lei, sindacalista di strada della Cgil, “un ponte tra due mondi”, percorre le campagne per dar voce agli invisibili. E dice: “A Cori, da bambina, ascoltavo i racconti della Resistenza dalle anziane. Oggi la loro storia è diventata la mia storia”.






