L'incredibile riflesso pavloviano della sinistra italiana sta tutto nelle parole di Nicola Fratoianni. La premier italiana Giorgia Meloni, da Seoul, sul caso Groenlandia ha parlato chiaramente di "un errore che non condivido" riguardo alla minaccia di Donald Trump di colpire con dazi i paesi europei che hanno inviato militari nell'isola, ma allo stesso modo ha accusato gli stessi paesi europei di aver mandato "un messaggio non chiaro" alla Casa Bianca.
Da Seoul in Corea del Sud, dove si trova per l'ultima tappa della sua missione in Estremo Oriente, il presidente del Consiglio ha quindi invitato tutti a "evitare la escalation" e "favorire il dialogo" tra alleati. Un atteggiamento prudente e pragmatico che però non trova il favore del leader di Sinistra italiana e deputato di Avs, il primo a commentare l'uscita della premier.
"Non bastava il discutibile (o disgustoso) spot con tutti i leader neofascisti europei a sostegno di Orban dei giorni scorsi, oggi da Seul la presidente del consiglio Meloni, evidentemente in grande imbarazzo, non trova di meglio che giustificare le arroganti mire e le stupidaggini di Trump sulla Groenlandia", sono le sconcertanti affermazioni di Fratoianni, che sceglie deliberatamente di ignorare una buona metà delle parole di Meloni.












