l1 Chi ci guadagna con l’accordo tra Ue e Mercosur? A guadagnare da questa intesa destinata ad azzerare progressivamente le barriere doganali in un’area che complessivamente conta quasi 800 milioni di consumatori e da sola vale il 30% del Pil mondiale saranno innanzitutto i grandi gruppi industriali. E soprattutto trarranno vantaggi i produttori di automobili che oggi sono sottoposti a dazi che arrivano sino al 35%; i produttori di macchinari e beni strumentali, su cui pesano tariffe che in alcuni casi arrivano al 20%; la farmaceutica e la chimica, gravate rispettivamente di dazi del 14 e del 18%, ed i comparti moda-tessile e abbigliamento. Nel complesso per le imprese esportatrici europee si stima un risparmio di oltre 4 miliardi di euro all’anno sui dazi.
l2 Chi ci perde? In assenza di garanzie concrete sull’effettiva reciprocità circa il rispetto dei medesimi standard europeo su salute, sicurezza e sostenibilità ad essere danneggiati saranno innanzitutto i nostri allevatori di carne bovina, suina e pollame ed assieme a loro i produttori di riso, mais, zucchero e miele. l3 L’Italia cosa ci può guadagnare? Secondo le prime stime l’accordo col Mercosur per noi potrebbe valere circa 14 miliardi di esportazioni in più. «L’intesa - secondo il presidente dell’Istituto per il commercio estero, Matteo Zoppas – può essere un elemento importante per il raggiungimento dell’obiettivo di 700 miliardi di euro di export italiano nel mondo» che il nostro Paese si è dato. A suo parere, in una fase complessa come quella attuale caratterizzata da notevoli tensioni geopolitiche, «è importante individuare nuovi mercati e i Paesi del Mercosur in una prospettiva di medio periodo possono rappresentare uno sbocco ulteriore e positivo per i prodotti e i servizi del nostro Made in Italy a tutti i livelli».














