Antonio Polito, oggi editorialista del Corriere della Sera, arriva da giovanissimo a Repubblica e, con Eugenio Scalfari, sarà uno dei componenti dell’ufficio centrale, diretto con pugno di ferro da Franco Magagnini. Nel quotidiano romano diventerà infine vicedirettore e quindi corrispondente da Londra.
Come vieni assunto?
“Faccio parte della seconda ondata di Repubblica, mentre il mio ‘gemello’ all’ufficio centrale, Mauro Bene, era lì dal principio. Arrivavo dall’ufficio centrale dell’Unità e il ‘Maga’, il mitico Magagnini, stava cercando qualcuno che facesse le notti”.
I due bacini di “reclutamento”, in quegli anni, furono Paese sera e l’Unità, giusto?
“Non c’è dubbio, anche perché la novità di Repubblica è che nasce come giornale della sinistra. E poi noi giornalisti di Unità e Paese sera, oltre a essere bravi e scrupolosi, costavamo anche poco”.







