Non fu emotivamente facile lasciare la nave corsara del Mediterraneo in pessime acque, per ritrovarsi, nel 1997, a solcare lo stesso mare pieno di incognite su un vascello più solido come la cronaca palermitana di Repubblica. Condividemmo il passaggio con colleghi di prima fascia: Alessandra Ziniti, Lucio Luca, Carmelo Lopapa, Mario Di Caro, Massimo Norrito.
Venne Franco Viviano, che lasciò l’Ansa, portandosi dietro la dote del fiuto. E c’erano già giganti del mestiere: Attilio Bolzoni, inviato del nazionale, e Piero Melati.
Incontrammo Enzo D’Antona: anche lui ex L’Ora, passato per il glorioso Mondo, destinato a diventare capo della redazione.
Enrico Del Mercato lasciò il Giornale di Sicilia, come avrebbero fatto poi Fabrizio Lentini ed Emanuele Lauria. Arrivarono, da Torino, Genova e Roma, Barbara Saporiti, Giuseppe Filetto, Claudia Morgoglione.
Ci raggiunsero Massimo Lorello, Salvo Palazzolo, Alberto Bonanno. E Tano Gullo, un altro pilastro de L’Ora, come moltissimi altri colleghi che già lavoravano al nazionale e nelle sedi estere: Alberto Stabile, Giuseppe Cerasa, Nicola Lombardozzi e Roberto Leone. Con loro avremmo incrociato anche più avanti la traiettoria.












