Vade retro, aracnofobici. Essenziale, più di tutto, è mettere da parte paure spesso ancestrali, il più delle volte immotivate. E del resto anche Jessiah Hahs Brinkley, oggi presidente dell'Invertebrate Club of Southern California, ha iniziato solo dopo aver superato gli incubi legati alle vedove nere che popolavano le grondaie della casa di suo nonno, in campagna. Oggi, ad appena 22 anni, ha decisamente cambiato registro: “Nel mondo abbiamo più di un milione di specie di invertebrati, tra loro ci sono specie che possono essere molto di compagnia”. Proprio così: un ragno per amico, o – per meglio dire – per “pet”, come o più di un cane o un gatto. Possibile? “Purché non ci si aspetti l’affetto e il legame che si stringe con un vertebrato”, precisa Nicola Bressi, naturalista e zoologo del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste: su X il suo profilo è inondato di foto di insetti, gli utenti – tantissimi - chiedono nomi e caratteristiche di quel che fotografano. Certo è che il fenomeno degli invertebrati come animali domestici è in crescita, non a caso il “Washington Post” ha raccontato il trend negli Stati Uniti, dove la fascinazione per gli invertebrati da allevare in casa appare evidente. Ci sono tarantole e millepiedi, ma anche coleotteri blu tra le proposte più gettonate di Petco, uno dei principali rivenditori americani di prodotti per animali domestici, sedi a San Diego e San Antonio. Di più: sui social ci sono vere e proprie star, a cominciare da Flower, un ragno saltatore (appartiene alla famiglia dei Salticidae, che conta da solo 6533 specie) che ha – complice la sua proprietaria, Melissa – più di 352 mila follower su Instagram, dove la sua quotidianità si traduce in stories, foto e video.