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Ultimo aggiornamento: 19:29
Sul prosieguo del sostegno militare all’Ucraina si apre una crepa nella Lega. Nel corso delle votazioni parlamentari sulle comunicazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto, due deputati della Lega hanno votato contro la risoluzione di maggioranza che conferma l’invio di aiuti militari a Kiev, segnando uno strappo politico che si è riflesso anche al Senato.
Alla Camera dei deputati, nell’aula di Montecitorio, l’Assemblea era chiamata a esprimersi sulle risoluzioni presentate a seguito delle comunicazioni di Crosetto in vista dei prossimi impegni internazionali dell’Italia. Quella presentata dalla maggioranza ribadisce la linea del governo: continuità nell’appoggio a Kiev, in coordinamento con Nato e Unione europea. Su questo punto, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, deputati del Carroccio, hanno votato no. A loro si è aggiunto Emanuele Pozzolo, eletto con Fratelli d’Italia e poi passato al gruppo Misto.
Poco prima del voto, in piazza Montecitorio, una decina di attivisti dell’associazione “Mondo al Contrario – Team Vannacci Roma Caput Mundi” ha esposto uno striscione con la scritta: “Basta finanziamenti a Kiev per le armi. Le risorse per i cittadini italiani». Un’iniziativa che ha fatto da cornice simbolica alla dissidenza leghista in Aula. Interpellato dai giornalisti, Rossano Sasso ha riconosciuto una vicinanza culturale con quell’area: “Vannacci è vicesegretario della Lega, è evidente che esista un’affinità”, ha detto, senza però parlare esplicitamente di una nuova corrente interna. “Non commento il voto di altri parlamentari. Io ho sempre avuto una posizione chiara circa l’invio di armi e il sostegno economico all’Ucraina, e sono sempre stato coerente. Chi oggi ha votato contro credo lo abbia fatto per la stessa coerenza”, ha commentato lo stesso Vannacci. “La strategia di cessione di armi e denaro a Kiev che dura da 4 anni ha dato risultati tutt’altro che positivi – aggiunge l’europarlamentare leghista -. È venuta l’ora di cambiare strategia”.














