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5 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 15:31
Un emendamento al decreto Ucraina per chiedere “la soppressione totale dell’impegno da parte del governo dell’autorizzazione all’invio di nuove forniture e equipaggiamenti militari a favore delle autorità governative di Kiev”. Un testo che, in pratica, snaturerebbe i contenuti già approvati da tutti i componenti del governo, Lega compresa. A firmalo tre deputati: l’ex Fdi, divenuto noto per lo sparo di Capodanno, Emanuele Pozzolo e i due leghisti Edoardo Ziello e Rossano Sasso. Tutti e tre sono considerati vicini a Roberto Vannacci, ma solo Pozzolo ha ufficializzato il passaggio a Futuro Nazionale, il partito lanciato dal generale dopo il divorzio con il Carroccio, con tanto di spericolato parallelismo con Charles de Gaulle. La legge di conversione del decreto sarà discussa alla Camera la prossima settimana.
Se Ziello e Sasso sono ancora ufficialmente deputati della Lega, la firma sull’emendamento rappresenta un chiaro segnale di allontanamento dal partito di Matteo Salvini. Entrambi (insieme a Pozzolo) a metà gennaio, in Aula, avevano già votato contro la risoluzione di maggioranza sull’Ucraina. “Inviare altre armi a Kiev (l’Italia ha già fornito armi e mezzi per più di tre miliardi di euro), allontana la conclusione del conflitto, aumenta le tragiche morti sul campo e peggiora le condizioni economiche della nostra Nazione sempre più esposta al caro energia che morde, inesorabilmente, i risparmi degli italiani”, rimarca Ziello ritenendo controproducente inviare armamenti “a favore dell’esercito di Zelensky che arranca, sempre di più, su tutta la linea del fronte”.












