La risoluzione di maggioranza sulla proroga all'invio di materiali ed equipaggiamenti militari all'Ucraina riceve l'ok in Parlamento, ma ripartono le polemiche.
Alla Camera spunta il voto contrario di due deputati del Carroccio mentre al Senato un altro leghista, Claudio Borghi, diserta la consultazione.
I primi nuovi segnali di tensione sull'argomento arrivano quando a Montecitorio, durante l'informativa del ministro Guido Crosetto, la Lega - con i suoi ministri, sottosegretari e diversi deputati - è assente. Anche durante i vari passaggi del discorso del titolare della Difesa, i parlamentari del Carroccio non si alzano per applaudire. E proprio sul finire del suo intervento, Crosetto chiosa: "Lo spirito con cui l'Italia ha aiutato l'Ucraina finora è stato quello di impedire che chi vuole distruggere la popolazione ucraina e di piegarla potesse farlo. Di questo qualcuno di voi si vergognerà, io mi sento orgoglioso".
Fuori intanto, in piazza Montecitorio, il 'team Vannacci' dispiega uno striscione che recita: 'Basta finanziamenti a Kiev per le armi'. Almeno una parte della Lega ha dunque esplicitato di non aver affatto gradito l'approvazione del nuovo decreto che punta a garantire forniture militari e civili all'Ucraina fino al prossimo 31 dicembre. Il dl non si discosta nella sostanza dal testo di Draghi del 2022, poi prorogato senza modifiche nei due anni successivi.














