Se doveva essere una conta dei 'vannacciani' in Parlamento, il risultato non è clamoroso.

Ma qualche segnale è arrivato di fronte alla risoluzione di maggioranza sul sostegno a Kiev. Nelle analisi che si fanno ai piani alti della Lega le 7 assenze alla Camera e i due voti contrari alla risoluzione di maggioranza sono derubricati a "fisiologici distinguo". Il tema Ucraina in questo momento non è in cima alle priorità di Matteo Salvini, spiegano i suoi, perché nel partito c'è la "certezza" che il conflitto sia in fase di conclusione, ora l'attenzione è tutta focalizzata sul pacchetto sicurezza.

Il vicepremier insiste sulla necessità di potenziare Strade sicure, al centro di una risoluzione dei suoi deputati in commissione Difesa alla Camera. Era all'ordine del giorno nel pomeriggio, ma la seduta è stata sconvocata. Forse un rinvio di prassi di una settimana, forse ha pesato il pressing - riferito da più fonti in Transatlantico - di vari deputati per chiudere in anticipo la settimana e tornare a casa.

Un epilogo che ha comunque evitato il rischio di incidenti parlamentari mentre Giorgia Meloni era in Giappone. Ma la Lega ha chiarito che "non arretrerà di un millimetro sulla sua richiesta di aumentare il numero di militari impegnati in 'Strade Sicure'".