Tradurre le evidenze scientifiche in politiche strutturali per generare un impatto duraturo nella cura del cancro. È questo lo scopo del primo “Manifesto Europeo per la Salute Digitale e l’Assistenza Oncologica”, un documento presentato al convegno internazionale “EU Digital Health and Cancer Care: from scientific evidence to policy impact”.

Firmato dai rappresentanti di istituti di ricerca, enti nazionali e internazionali attivi nell’ambito delle politiche sanitarie europee, partecipanti all'evento, promosso e organizzato dall’Ircss Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori “Dino Amadori” con la collaborazione della Delegazione presso l'Ue della Regione Emilia-Romagna, di Euregha e supportato dai progetti Flute e Impact-Aml finanziati dall’Unione Europea, il manifesto mira, appunto, a trasformare le evidenze scientifiche in politiche strutturali, suggerendo interventi mirati per favorire una migliore cura del cancro dei cittadini europei.

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La sfida del cancro in Europa

Se da una parte in Europa si registrano circa 2,7 milioni di nuove diagnosi di cancro e 1,3 milioni di decessi ogni anno, dall'altra oggi l'assistenza ai pazienti sta attraversando una trasformazione profonda, guidata dall’oncologia di precisione, dall’intelligenza artificiale e da nuove strategie di prevenzione, diagnosi precoce e trattamento. “In questo senso, le politiche sul cancro costituiscono un banco di prova per l’allineamento tra innovazione, dati, etica, equità e sostenibilità”, ha sottolineato Nicola Normanno, direttore scientifico dell’Irccs “Dino Amadori”. “Con il nostro Manifesto intendiamo dare alcune risposte concrete all’attuale grande sfida che abbiamo di fronte”.