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15 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 10:27

“Non ci sono più i documenti”. Dieci ore dopo il devastante rogo del bar Le Constellation, davanti agli inquirenti, il titolare Jacques Moretti pronuncia una frase destinata a pesare come un macigno sull’inchiesta per la strage del primo gennaio a Crans-Montana, costata la vita a 40 persone e costretto al ricovero oltre 100. Il titolare, ora in carcere in attesa di poter tornare libero su cauzione, ammette che fatture, certificazioni tecniche e atti legati alla ristrutturazione del club sono andati perduti. Un’assenza che oggi rappresenta uno dei nodi più delicati dell’indagine per omicidio, lesioni e incendio colposi che vede indagata la coppia di imprenditori.

Moretti si trova ancora nel carcere di Sion, La moglie, anch’essa indagata, è stata rimessa in libertà con l’obbligo di firma e il divieto di espatrio. Sul piano giudiziario, però, la mancanza di documentazione rischia di complicare ulteriormente l’accertamento delle responsabilità, soprattutto in relazione alla ristrutturazione dell’ex bunker antiatomico che ospitava il locale.