PADOVA - Dieci anni sono trascorsi dall’omicidio di Isabella Noventa. La notte tra il 15 e il 16 gennaio del 2016 la segretaria di Albignasego è stata uccisa a martellate sulla testa. Il suo corpo non è mai stato trovato. Per il delitto sono stati condannati in via definitiva a 30 anni i fratelli Debora e Freddy Sorgato, e a 16 anni e 10 mesi la tabaccaia veneziana di Camponogara Manuela Cacco, che alla fine ha collaborato con gli inquirenti. Isabella quel sabato di dieci anni fa non è più rientrata a casa e da quel momento il fratello Paolo ha capito che le era accaduto qualcosa di grave. Così è andato in questura a denunciarne la scomparsa e sono scattate le indagini.
Paolo Noventa, sono passati dieci anni dall’uccisione di Isabella, come sta adesso?
«La vita va avanti. Tra poco diventerò nonno per la seconda volta, ma ho ancora alcuni momenti di profonda tristezza e anche di rabbia. Mia madre tre anni dopo la morte di Isabella è peggiorata e poi è deceduta. Aveva solo qualche problema alle gambe, ma senza Isabella si è spenta. Non sono riuscito a darle almeno una tomba dove piangere la figlia».
Secondo lei dove è stato nascosto il cadavere di sua sorella?
«Credo che il lunedì dopo il delitto, Freddy abbia nascosto il corpo in uno dei camion che guidava per lavoro e lo abbia portato chissà dove».








