26 Agosto 2025 14:17
Sono passati più di 10 anni dall’omicidio di Sarah Scazzi, uccisa secondo la Giustizia da Cosima Serrano e Sabrina Misseri. Lo zio Michele che si è auto-accusato di aver ucciso la nipote è stato condannato per occultamento di cadavere
Nessuno ha capito cosa realmente sia accaduto quel maledetto pomeriggio del 26 agosto 2010, quando Sarah Scazzi è entrata nella villetta di via Deledda convinta di dover andare al mare con la cugina e non ne è uscita viva. Da un lato, c’è Michele Misseri che continua a urlare la sua colpevolezza: «L’ho uccisa io» ha ribadito alle telecamere che lo hanno cercato quando la 15enne di Avetrana è stata trovata senza vita nel pozzo. Una persona rimasta quasi sempre in disparte, che si limitava ad affacciarsi durante le interviste alla figlia, ad un certo punto conquista la scena. Si commuove, piange, ma ad un certo punto, quando ha ritrovato per caso il cellulare della ragazzina, trova le parole per raccontare quanto è accaduto quell’assolato pomeriggio. Ma per la giustizia italiana le sue parole sono carta straccia.
Le versioni di Michele Misseri
Nessuno ha mai creduto al contadino con il volto segnato dal lavoro a causa delle diverse versioni date dell’omicidio della nipotina o dei “lapsus” in cui è incappato quando ha parlato a ruota libera senza dare peso alle parole. “L’ho ammazzata perché ha respinto le mie avances” aveva dichiarato quando vestiva i panni di orco capace di cose orribili. “L’ho uccisa” ha detto quando ha recitato il ruolo di necrofilo, salvo poi ritrattare e ammettere di aver fatto male alla ragazzina perché il trattore non partiva.






