Un giovedì assolato che sembra uguale a tanti altri ad Avetrana, poco più di 6mila anime in provincia di Taranto. Il 26 agosto 2010: il giorno della scomparsa di Sarah Scazzi. Dopo pochi giorni le ricerche diventeranno affannose, l’allarme rimbalzerà dalla famiglia in tutta Italia. Quindici anni dopo la verità giudiziaria racconta che Sarah è morta quel giorno: uccisa, così raccontano le carte processuali, dalla cugina Sabrina Misseri – nell’estate 2010 in prima fila nelle fiaccolate e negli appelli televisivi - e dalla zia Cosima Serrano, sorella della mamma Concetta. Per gelosia. Era il 26 agosto.
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Francesco Oliva
Uno dei delitti più atroci e discussi della cronaca nera nazionale. Sarah aveva soli 15 anni: capelli biondi, esile, un sorriso timido e tanti sogni nel cassetto. Amava Avril Lavigne, a cui somigliava, e su un diario annotava tanti pensieri. Amici, l’adorato fratello Claudio che era andato a vivere al Nord con il padre per lavoro, il rapporto con la mamma con cui viveva e il desiderio di crescere ed essere indipendente che si mischiava al bisogno di protezione, così tipici della sua età.






