Sarebbero «i nuovi formati» social in espansione, e in particolare «i reel», una delle cause dell’aumento di visibilità che Facebook ha dato ai politici estremisti rispetto a quelli istituzionali.

È ciò che ha detto Flavio Arzanello, public policy manager di Meta Italia, rispondendo alla domanda sul recente studio dell’università di Urbino, durante l’audizione alla Camera sulle proposte di legge bipartisan (A.C. 1765, A.C. 1788, primi firmatari Kelany di Fdi e Furfaro del Pd) recanti norme per trasparenza, parità di trattamento e libertà di espressione per i contenuti politici nelle piattaforme social.

Lo studio

Dall’analisi, pubblicata lo scorso 7 gennaio, sarebbe emerso che il cambio di impostazione messo in atto da Meta tra il 2021 e il 2025 è risultato meno efficace proprio contro gli estremisti, portatori spesso di messaggi anti europeisti, ovvero proprio il filone che intendeva colpire e frenare.

Nel febbraio 2021, Meta ha annunciato che avrebbe ridotto la distribuzione di contenuti politici nei feed di notizie degli utenti, attuando questa linea a livello globale entro luglio 2022, per poi tornare alla strategia originaria e invertire la rotta nel gennaio 2025.