di
Rinaldo Frignani
Nella perquisizione a casa dell’investitore non sono stati elementi che facciano pensare a una azione terroristica
I profili di Salim El Koudri sono chiusi. Compare solo il suo nominativo. Niente foto, video e amici. Ma soprattutto post. Per i social è diventato un fantasma dopo che Meta, l’azienda leader americana che gestisce piattaforme come Facebook, WhatsApp, Messenger e Instagram, ha chiuso qualche tempo fa l’indirizzo personale del 31enne marocchino, italiano di seconda generazione, che ieri pomeriggio ha travolto con la sua auto otto persone nel centro di Modena.
Un provvedimento-limite che di solito viene adottato nel caso l’utente pubblichi o tenga comportamenti contrari alla policy adottata sui social con messaggi, commenti o immagini. Ecco quindi che chi sta indagando sul gesto ritenuto intenzionale di El Koudri ieri pomeriggio a Modena, al volante di una utilitaria lanciata a folle velocità contro i pedoni sul marciapiede, potrebbe già nelle prossime ore contattare Meta per ottenere informazioni sul profilo del 31enne nato a Seriate (Bergamo), e capire cosa abbia messo online al punto da essere oscurato. Il sospetto è che si possano trovare elementi che lo mettano in correlazione con ambienti vicini all’estremismo — in particolare quello islamico, ma non si possono escludere altri ambiti — o anche con persone già conosciute dalle forze dell’0rdine e dai servizi di sicurezza, anche se al momento non risulterebbero alert inviati dalla stessa azienda alle strutture della cyber sicurezza italiane, come invece da prassi dovrebbe avvenire.










