Andrea Sempio avrebbe cancellato alcune tracce sul suo profilo Facebook. Tracce che la Procura di Pavia ha cercato di recuperare, nella nuova indagine sull'omicidio di Chiara Poggi chiusa di recente, attivando persino una «rogatoria» negli Usa nel giugno 2025 per «ottenere ulteriori informazioni da Meta», ma senza risultato. E' quanto svela oggi la Procura.
Sempio chiuse il suo profilo a fine febbraio 2017, dopo l'interrogatorio nella prima indagine che finì con una archiviazione. Per l'accusa, avrebbe distrutto «materiale documentale» e si sarebbe disfatto di «dispositivi informatici» e memorie dopo la «emersione della prima indagine». Per andare alla ricerca di «tracce del passato», la Procura di Pavia, attivò persino una «rogatoria» negli Usa nel giugno 2025 con l'intento di recuperare i contenuti del profilo Facebook. La rogatoria, però, spiegano i pm negli atti, «non ha consentito di riempire il vuoto informativo pregresso». Gli inquirenti danno conto della «singolare circostanza» che Sempio, perquisito nel maggio 2025, non aveva «computer fissi o portatili». Per l'accusa, Sempio «cancellò» altre «tracce», sul profilo Facebook dal quale l'agenzia investigativa Skp, che lavorava per la difesa di Alberto Stasi, aveva «tratto le pubblicazioni di Sempio in corrispondenza dei principali snodi del processo» a carico dell'ex bocconiano. Sempio, dopo l'interrogatorio del 27 febbraio 2017 in cui i pm gli avevano contestato anche alcuni post su Fb, «attivava un nuovo profilo tutt'ora in uso, non rendendo più accessibile il precedente».














