Un inizio anno nero come il petrolio e con un potenziale aumento delle disuguaglianze sociali. La lotta alla crisi climatica non se la passa affatto bene: tra le evidenze dei fenomeni estremi come le ondate di calore in Australia o le alluvioni in varie parti del globo e gli annunci di giganteschi passi indietro - vedi l’abbandono degli Stati Uniti di Donald Trump dalla Convenzione quadro ONU sui cambiamenti climatici e l’idea di puntare al greggio del Venezuela - la sensazione è che anche il 2026 sia un anno in salita nel contrasto al riscaldamento globale. Anche perché, dicono i numeri, le disuguaglianze generate dal clima continuano ad essere enormi. Un dato su tutti lo offre l’Oxfam attraverso un nuovo report che ci dice come in soli 10 giorni di inizio 2026 circa l’1% più ricco del Pianeta abbia già esaurito il suo budget di emissioni di carbonio per quest’anno. In pratica i più benestanti al mondo, tra industrie, jet privati e consumi, hanno già emesso la quantità di CO2 che può essere tollerabile per un aumento della temperatura entro 1,5 gradi. Addirittura, dicono i ricercatori Oxfam, lo 0,1% più ricco aveva già esaurito il proprio limite di carbonio il 3 gennaio.
Greenpeace: i voli in prima e business emettono fino a 5 volte più CO2








