Adieci anni dall'Accordo di Parigi, l'obiettivo di mantenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi, appare sempre meno alla portata.
A lanciare l'allarme è anche un report del Global Carbon Project pubblicato in occasione della Cop30 di Belem, secondo cui le emissioni di Co2 prodotte dalle energie fossili dovrebbero raggiungere un nuovo record nel 2025.
Un quadro desolante a cui si aggiunge uno stallo dei negoziati alla Conferenza dell'Onu sui dossier più importanti, sostanzialmente quello degli obiettivi sul contenimento dei gas serra, e sul pacchetto dei finanziamenti. Partite tanto controverse quanto centrali, visto che secondo numerosi osservatori, il successo della Cop30, di Belem, si giocherà principalmente su questi due tavoli.
Nonostante gli sherpa brasiliani il primo giorno di lavori abbiano cercato di dribblare 'la guerra dell'agenda' per stabilire l'ordine e i temi di discussione, mercoledì i nodi sono arrivati al pettine. Dopo svariate ore di colloqui tra i team ancora mancava il consenso sull'ordine del giorno, ha spiegato l'ambasciatrice Liliam Chagas, capo dei negoziatori di Itamaraty. D'altra parte, ha osservato la diplomatica, il processo "multilaterale" impone "di avanzare in modo equilibrato" e di ascoltare tutte le esigenze. Necessità che spesso si accompagnano a contrapposizioni tra il Sud globale e l'Occidente.






