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11 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 12:48

“L’uscita degli Usa dall’Accordo di Parigi e dalla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici è un fatto molto grave e potrebbe portare a una retrocessione ulteriore della questione climatica nell’agenda internazionale, favorendo posizioni estreme di altri paesi, tuttavia dobbiamo ricordarci che l’ordine internazionale non finisce con gli Stati Uniti”. Giulia Giordano, direttrice Strategia Mediterraneo e Globale di Ecco, il think tank italiano sul clima, è preoccupata dalle scelte di Donald Trump sugli accordi climatici, ma sottolinea i potenziali margini di azione da parte degli altri paesi. E di nuovi accordi plurilaterali. “C’è già stata una Cop senza gli Stati Uniti e un G20 sudafricano che ha prodotto una dichiarazione molto ambiziosa dal punto di vista climatico, sempre senza gli Stati Uniti. Insomma, forse oggi è il momento di ripensare le forme e gli spazi della diplomazia climatica e del multilateralismo in generale, per renderle più efficaci”, sottolinea.

Gli Usa sono gli unici paesi, su 197, ad essere usciti dall’UNFCC e anche dall’IPCC, l’organo scientifico dell’Onu sul clima. Quali le conseguenze negative?