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29 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 1:01
In un solo giorno un miliardario appartenente allo 0,1% più ricco del pianeta emette più anidride carbonica di quella prodotta in un anno dal 50% più povero della popolazione mondiale, a causa del proprio tenore di vita e di investimenti in attività inquinanti. Dal 1990, tra l’altro, la quota di emissioni totali di quello 0,1% della popolazione del pianeta è cresciuta del 32%, mentre la metà più povera dell’umanità l’ha vista ridursi del 3%. È quanto emerge da un nuovo report diffuso da Oxfam in vista della Cop 30 del Brasile che inizierà il 10 novembre a Belem. Secondo il dossier, se l’intera popolazione mondiale emettesse quanto lo 0,1% più ricco, in meno di 3 settimane si esaurirebbe la quantità di CO2 in atmosfera ancora tollerabile per scongiurare il disastro climatico. In meno di un mese la popolazione mondiale sarebbe al punto di non ritorno. Basti pensare che le emissioni causate dagli investimenti in attività inquinanti di soli 308 miliardari, superano quelle di 118 Paesi messi insieme.
Il bilancio di carbonio e la crisi climatica che aumenta le disuguaglianze – La Cop30 arriva esattamente a 10 anni dall’approvazione dell’Accordo di Parigi del 2015. In questo lasso di tempo, l’1% più ricco del mondo ha consumato più del doppio del bilancio di carbonio della metà più povera dell’umanità. Ed anche il trend attuale rischia di portare presto ad esaurire il bilancio di carbonio, ovvero l’ammontare massimo di emissioni globali di anidride carbonica in atmosfera, necessarie a contenere l’aumento delle temperature entro 1,5°C rispetto all’era pre-industriale. Il dossier denuncia inoltre come una ristretta élite di miliardari stia usando tutta la propria influenza politica ed economica per mantenere la dipendenza dai combustibili fossili, massimizzando così i propri profitti. “La crisi climatica è strettamente connessa all’acuirsi delle disuguaglianze globali e ne aggrava la portata” spiega Francesco Petrelli, portavoce di Oxfam Italia. “Gli individui più ricchi del mondo finanziano e traggono profitto da questa crisi – aggiunge – mentre il resto della popolazione mondiale ne fa le spese”.








