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Ultimo aggiornamento: 8:04
La tragedia di Crans-Montana apre uno scenario giudiziario complesso e inedito: più magistrature nazionali – Svizzera, Italia, Belgio e Francia – indagano contemporaneamente sullo stesso fatto, ciascuna secondo i propri criteri di competenza. Il giurista Vincenzo Militello, professore ordinario di diritto penale nell’Università di Palermo, spiega perché la moltiplicazione dei procedimenti è una conseguenza della globalizzazione, quali rischi comporta per imputati e vittime e quali strumenti di cooperazione internazionale esistono – o mancano – per evitare conflitti di giurisdizione e duplicazioni. Tutto questo mentre da Sion arriva la notizia che Jacques Moretti, titolare del Costellation, potrebbe ottenere a breve la libertà su cauzione.
Professore, che cosa significa, dal punto di vista giuridico, che sulla strage di Crans-Montana indaghino contemporaneamente magistrature di più Paesi?
In generale, quando un fatto interessa più ordinamenti penali perché una qualsiasi parte di esso si è realizzato nel territorio di più stati o per la nazionalità della vittima e/o dell’autore), ciascuno di essi ha in via di principio una possibilità di qualificarlo come reato indipendentemente dagli altri. Nel caso in questione, diverse giurisdizioni nazionali stanno appunto procedendo per verificare se e quali reati siano stati commessi per i rispettivi sistemi penali.









