Ministro Tajani, che cosa rappresenta la liberazione di Trentini, e degli altri italiani, per il nostro Paese e per il suo peso geopolitico?

«Rappresenta anzitutto la conferma che abbiamo ormai un know how consolidato e funzionante, e molto riconosciuto, nel campo della liberazione di italiani arrestati nel mondo. Le ricordo che, giusto un anno fa, ci fu la liberazione di Cecilia Sala e, prima ancora, di Alessia Piperno, la ragazza italiana arrestata dai pasdaran in Iran».

Che cosa vi siete detti con Trentini appena lo hanno liberato e portato in ambasciata a Caracas?

«Volevo sapere come stava, ero preoccupato per la sua situazione psico-fisica. Con lui e con Mario Burlò abbiamo parlato di questo. Per noi la priorità era la liberazione di questi due prigionieri e degli altri 42 italiani detenuti in Venezuela, per i quali siamo impegnatissimi».

L'accelerazione su Trentini quando si è avuta?