Comunità energetiche rinnovabili (Cer), primo bilancio in chiaroscuro per un meccanismo incentivante che si immaginava potesse arrivare a 5 GW entro il 2027: crescono i numeri, ma rimangono piccoli. Secondo i dati al 31 dicembre 2025, pubblicati dal Gse, la capacità installata dalle Cer nel nostro Paese arriva a 174,5 MW, per 1.805 configurazioni operative e 18.263 membri. A tirare la volata, il Piemonte con 288 comunità per 49 MW. Seguono la Lombardia con 261 per 17 MW, il Veneto con 199 per 18 MW, la Sicilia con 169 per 11 MW, la Toscana con 95 per 6 MW, il Trentino Alto Adige con 88 per 7 MW, la Puglia con 85 per 4 MW.
Taglia piccola
A voler confrontare gli ultimi due anni - con le dovute precauzioni per una misura partita di fatto nella primavera del 2024 dopo l’entrata in vigore del decreto Cacer il 24 gennaio di quell’anno - si vede, sempre dai dati Gse, che nel 2025 il numero degli impianti avviati in Italia è raddoppiato: dai 526 del 2024 (comprensivi anche di quelli precedenti al decreto Cacer), per una potenza complessiva installata di 69,2 MW con 5.881 clienti associati, si è passati ai 1.055 dell’anno appena passato, che ha visto però diminuire a 67,9 i MW installati, per 9.245 membri. La taglia degli interventi rimane piccola e l’impatto minimo nel contesto nazionale, considerando che negli ultimi due anni l’Italia ha installato capacità rinnovabile per 7,5 GW nel 2024 e 6,4 GW nel 2025 (dati Terna aggiornati a novembre). Complessivamente, il 43% delle Cer italiane ha una potenza tra 0 e 10 kW, mentre arriva a 20 kW un altro 20%.






