Comunità energetiche rinnovabili: le risorse richieste al 30 novembre 2025 per la realizzazione di impianti collegati ammontano a 1,4 miliardi di euro per una potenza complessiva di 3,3 GW. Così il Gse, gestore della misura, ha comunicato i numeri finali della meccanismo che prevede un contributo a fondo perduto fino a un massimo del 40% delle spese ammissibili, finanziato da fondi Pnrr, per realizzare impianti rinnovabili atti ad alimentare l’autoconsumo delle comunità energetiche (Cer).
La chiusura
La procedura si è chiusa il 30 novembre, dopo che un primo termine al 31 marzo era stato prorogato per sostenere una partecipazione più larga. Allo stesso scopo, sempre quest’anno, era arrivato l’innalzamento della soglia dimensionale dei comuni in cui costruire gli impianti incentivati: il limite era stato portato da 5mila a 50mila abitanti. Due cambiamenti pensati allo scopo di accelerare le richieste per le risorse Pnrr a disposizione - che all’inizio ammontavano a 2,2 miliardi - visto che in primavera erano arrivate domande per una capacità inferiore ai 100 MW, su 1,7 GW stimati per il completamento della misura.
La riduzione dei fondi
Ora l’obiettivo di nuova capacità rinnovabile sembra superato - anche se occorre ricordare che stiamo parlando di richieste presentate, non ancora sottoposte a istruttoria tecnica e vagliate, e che probabilmente non tutti gli impianti per i quali è stato richiesto l’incentivo verranno realizzati. Sul piano dei fondi a disposizione invece ci sono state delle novità. Lo scorso 21 novembre, a procedura ancora aperta, il ministero dell’ambiente nell’ambito della sesta revisione del Pnrr ha comunicato che «con riferimento alla misura dedicata alle comunità energetiche rinnovabili, la dotazione finanziaria, ad esito della riprogrammazione, risulta ora pari a 795,5 milioni di euro».







