Sincronizzare l’orologio interno del nostro sistema immunitario per combattere più efficacemente patogeni e malanni: questa è l’idea suggerita da un nuovo studio (pubblicato sul Journal of Clinical Investigation) che mostra come l’esito della lotta contro l’influenza dipenda anche dallo stato dei ritmi circadiani del paziente. Ovvero dal modo in cui i nostri organi ordinano temporalmente la loro attività, e quella degli ormoni, affidandosi – per la regolazione di tutti questi orologi interni - a segnali di varia natura come la luce, il cibo, l’attività fisica e il sonno.

Ogni corpo ha il suo “orologio”: rispettiamolo per prevenire diabete, obesità e infarto

31 Ottobre 2025

In particolare, lo studio pubblicato dai ricercatori del Children’s Hospital di Philadelphia mostra che quando l’orologio interno perde colpi, infezioni come l’influenza diventano più pericolose non tanto per la carica virale vera e propria, ma per una risposta sproporzionata del sistema immunitario. Dopo aver infettato con l’influenza A (ovvero il virus influenzale più variabile e pericoloso) un gruppo di topi, i ricercatori americani hanno eliminato il loro ciclo naturale giorno-notte, lasciandoli in un ambiente costantemente illuminato. Questa situazione sperimentale ha permesso di fare un passo avanti rispetto a uno studio precedente del Children’s Hospital, nel quale si vedeva che nei topi iniettati con il virus influenzale, l’ora dell’infezione può fare la differenza tra la vita e la morte: i topi infettati all’alba, infatti, sopravvivevano in numero maggiore rispetto a quelli infettati al tramonto.