"Sono stati mesi lunghissimi e devo dire che ho temuto il peggio".
Lo ha detto all'ANSA Gianna Burlò, figlia di Mario, l'imprenditore torinese liberato la scorsa notte dalle carceri del Venezuela.
"La telefonata - ha raccontato - è arrivata alle 4:30 del mattino. Mi sono emozionata e mi sono messa a piangere. Mi ha detto che non vedeva l'ora di tornare a casa e dalla voce mi è sembrato che stesse bene. Le fotografie che sono state diffuse lo mostrano dimagrito e mi ha fatto molta impressione vedere che è stato rasato. Non credo che abbia passato dei bei momenti".
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Agenzia ANSA












