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14 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 10:04

Sono rientrati in Italia dopo 14 mesi vissuti nel terrore di una delle strutture carcerarie più repressive del regime di Maduro. Mario Burlò e Alberto Trentini hanno fatto ritorno alle loro case, per ricostruire e riprendere una vita messa in pausa dietro le sbarre a Caracas. Cercando di superare le violenze psicologiche, il terrore di non potere più riabbracciare i propri cari, il silenzio assordante di una quotidianità vissuta in una manciata di metri quadri, al limite della follia. Mesi e mesi di trattative diplomatiche, avviate nel silenzio con un apparato ostile che ora, poi l’arrivo di Delcy Rodriguez alla presidenza del Venezuela, che ha avviato una “fase piena di ambiguità, che può aprire spiragli di luce ma anche trabocchetti. Si può andare nella direzione giusta o verso violenza a danno ai cittadini. Nelle lotte di potere, alla fine, soffrono sempre i cittadini”. Una cosa è certa, prosegue Giovanni De Vito, l’incaricato d’affari a Caracas in un’intervista a La Repubblica: la liberazione dei due ostaggi italiani “è stato un momento ufficiale. Accanto a lei (la nuova presidente, ndr) c’era il presidente del parlamento, Jorge Rodríguez, che è anche suo fratello. Dall’altro lato Diosdado Cabello, vicepresidente. E poi il ministro degli Esteri”, ha continuato. “Il segnale era chiaro: dialogo, disponibilità a costruire una relazione collaborativa, un’agenda comune. Il tono era totalmente diverso dal passato”. Il dossier sui prigionieri politici in Venezuela, tra cui Trentini, ha aggiunto il diplomatico, era stato discusso “con discrezione in molte sedi, e anche allora (lo scorso ottobre, ndr) si è parlato di molte cose ma, in primis, dei nostri connazionali privati della libertà. Avevamo mosso più canali, compresi canali ecclesiastici. C’era una forte aspettativa” ma “probabilmente i venezuelani volevano qualcosa di più. La decisione doveva essere inserita in liste di scarcerazioni, liste che nessuno ha mai visto. Alla fine chi aveva l’ultima parola, cioè Nicolás Maduro, ha frenato”.