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13 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 9:03
Sono tornati in Italia l’imprenditore Mario Burlò e Alberto Trentini, il cooperante italiano 46enne, liberati in Venezuela dopo una detenzione durata oltre 400 giorni. Sono atterrati a Ciampino intorno alle 8.45: ad accoglierli la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Entrambi però se ne sono andati pochi minuti dopo l’arrivo dei due italiani. Armanda Colusso, madre di Alberto, è nello scalo romano insieme all’avvocata di famiglia Alessandra Ballerini. Per Burlò presenti Gianna e Corrado Burlò, i suoi figli. Il suo legale ha dichiarato che “sta bene, ma è molto provato da questa detenzione”.
Tajani e la volta dopo la cattura di Maduro – Parlando al Corriere, Tajani ha spiegato che il governo italiano lavorava alla liberazione di Trentini da 423 giorni, da quando era stato arrestato in Venezuela e “ora non ci interessa quali eventualmente fossero le contestazioni, ci interessa che lui come altri cittadini italiani siano liberi, e che gli altri 42 italiani di doppio passaporto vengano rilasciati al più presto”. Al quotidiano il titolare della Farnesina ha spiegato come “sottotraccia” la nostra diplomazia abbia lavorato per far tornare a casa il cooperante di Venezia. “Il segretario di Stato Marco Rubio è stato per me un interlocutore molto importante”, ha detto Tajani, ma la “svolta” è arrivata solo dopo la cattura del presidente Maduro. Dopo “la dichiarazione del presidente del Parlamento Rodríguez che sarebbero stati liberati prigionieri detenuti nelle loro carceri, gesto propedeutico a iniziare una nuova stagione”, spiega Tajani, “i contatti si sono fatti sempre più intensi, e domenica verso le 20.15 ho ricevuto la telefonata del ministro degli Esteri venezuelano che mi ha comunicato che i due nostri concittadini sarebbero stati liberati. Ma fino a quando non sono arrivati in ambasciata, alle 3.50 del mattino di ieri, finché non ho parlato con loro sincerandomi che stessero bene, non abbiamo voluto far trapelare alcun segnale, perché la situazione è delicatissima in quel Paese”.











