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Le proteste travolgono l’Iran mentre il regime accusa Mossad e Cia e impicca presunte spie. Messaggi in persiano, infiltrazioni e blackout alimentano la tensione, con migliaia di morti e lo spettro di una repressione totale

Il popolo iraniano smentisce, il regime continua a cercare e impiccare "spie", vere o presunte, e in tanti continuano a sostenere la tesi secondo la quale dietro le proteste che scuotono Teheran e le altre città dell’Iran ci siano agenti provocatori del Mossad e della Cia.

"Siamo con voi - nelle strade" hanno scritto in farsi, la lingua persiana, alcuni profili social collegati all'intelligence israeliana che ha dichiarato di aver infiltrato in territorio centinaia di agenti che avrebbero reclutato a loro volta dissidenti pronti a rovesciare la teocrazia degli ayatollah, ispirando, ricattando e fomentando le rivolte che stanno investendo la capitale e i principali centri abitati della Repubblica Islamica dell’Iran. Dal 29 dicembre a ieri, altro a Teheran sono state segnalate rivolte a Tabriz, Karaj, Kermanshah, Qom, Isfahan, Ahvaz, Shiraz, Zhedan, Kerman, Zahedan, Bandar Abbas.