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12 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 9:46

Mi ha sempre sbalordito di Agatha Christie l’abilità alchemica di assorbire, come una spugna, e trasformare in scrittura, tutti i variegati e avventurosi avvenimenti della sua esistenza, conclusasi il 12 gennaio del 1976, 50 anni fa, nella sua amata proprietà di Winterbrook House, all’età di 85 anni. La capacità di trasformare in scrittura eventi della propria esistenza è ovviamente prerogativa di ogni scrittore e scrittrice. Ma lei è riuscita, forte di un’immaginazione potentissima, a miscelare il suo ricco bagaglio di esperienze con storie ingegnose e divertenti.

Solo alcuni libri sono apertamente autobiografici, come il dettagliatissimo Viaggiare è il mio peccato, che racconta dei siti archeologici siriani al seguito del secondo marito. Utile a capire la bellezza e la varietà di quelle terre prima della Seconda guerra mondiale. I belgi che ha curato come volontaria nella Prima guerra mondiale le hanno ispirato la figura compassata e geniale di Hercule Poirot con i suoi celebri baffi; i veleni con cui si commettono omicidi nei suoi romanzi, la cicuta, la stricnina, e sopratutto il veleno che fa perdere i capelli, il tallio, usato in Un cavallo per la strega del 1961, sono gli elementi che ha imparato a maneggiare quando, durante la Seconda guerra mondiale, era addetta alla Farmacia dell’University College Hospital di Londra.