PORTO TOLLE - La crisi legata al granchio blu continua a pesare in modo strutturale sul comparto pesca del Delta del Po. A fare il punto è l'assessora al Settore primario Tania Bertaggia, che in un intervento articolato ha ripercorso criticità, interventi e prospettive future.

«La parte prevalente del settore primario nel nostro territorio è la pesca, che rappresenta tutt'ora la principale economia ha spiegato e quello che accade oggi si riverbera non solo sul 2025. Dal 2023 il settore sta affrontando la crisi del granchio blu». Il crostaceo ha distrutto il 90 per cento della produzione molluschi ed ha costretto più di 600 pescatori alla chiusura della partita Iva. Un problema che secondo l'amministratrice ha aperto una crisi trasversale, che non può essere gestita da un solo livello istituzionale: «È un settore che richiede un'interlocuzione continua con Regione, Provincia e Ministero. Sono state numerose le procedure portate avanti, sia per reperire risorse economiche, sia per permettere all'attività di pesca di continuare ad avere la disponibilità necessaria per affrontare i progetti».

La nomina del Commissario straordinario per l'emergenza Enrico Caterino ha di certo aiutato, ma sono stati i pescatori per primi a rimboccarsi le maniche. Tra gli interventi più significativi rientrano quelli legati ai recinti, strumenti fondamentali ma complessi: «Il recinto non comporta solo un costo di materiale, ma anche una regolamentazione dello specchio acqueo. Sono arrivati fondi per coprire esborsi sostenuti dal Consorzio per semine e recinti». Un ruolo definito "strategico" è stato quello del Consorzio pescatori del Polesine: «Ha avuto un ruolo importante, tanto che recentemente è stato a Orbetello per portare l'esperienza vissuta nel nostro territorio. Porto Tolle, in questa situazione, ha sempre fatto un po' scuola».