PORTO TOLLE (ROVIGO) - Oltre 62 tonnellate di granchio blu in pochi mesi. Un numero che da solo racconta la dimensione dell’invasione e il peso, non solo ambientale ma anche umano, che oggi grava sul Delta del Po. Sono i dati emersi e presentati in Provincia a Rovigo durante l’incontro dedicato al progetto regionale “Blue Crab Action Plan”, il piano di monitoraggio avviato dalla Regione insieme ad Arpav, Veneto Agricoltura e alle università di Padova e Venezia, che per la prima volta restituisce una fotografia scientifica e sistematica del fenomeno.

Il progetto può contare su un budget complessivo di oltre 1,5 milioni di euro, di cui 750mila euro messi a disposizione dalla Regione e circa 791mila euro di cofinanziamento da parte degli enti e degli istituti di ricerca coinvolti.

Nel periodo di monitoraggio da giugno a novembre 2025 sono stati campionati complessivamente 62.468 chilogrammi di granchio blu lungo 150 chilometri di costa, tra mare, valli, lagune e acque interne, confermando una diffusione ormai capillare della specie in tutte le principali aree del Veneto.

Ma è il dettaglio territoriale a restituire la reale portata del fenomeno. Se nella laguna di Caorle si registrano 189 chilogrammi e nella laguna di Venezia 1.070 chilogrammi, è nel Delta del Po che l’invasione assume dimensioni ben più rilevanti: oltre 22 mila chilogrammi nel Delta nord e quasi 39 mila nel Delta sud. I risultati illustrati riguardano il primo periodo di monitoraggio, avviato tra giugno e novembre 2025 e destinato a proseguire fino a maggio 2027, con l’obiettivo di costruire una base dati utile a comprendere l’evoluzione del fenomeno. Oltre 3.000 uscite, decine di operatori coinvolti e un lavoro capillare costruito anche grazie alla collaborazione diretta dei pescatori. «Dopo sei mesi di monitoraggio possiamo affermare con certezza che il granchio blu è presente in tutte le aree analizzate – ha spiegato la dottoressa Franca Baldessin, responsabile scientifica del progetto –. Lo troviamo nelle lagune, in mare e anche nelle acque dolci».