Un disastro. E’ gravissima la crisi nell’Alto Adriatico nel settore della pesca ai molluschi con in prima fila le vongole. I numeri parlano chiaro: circa 700 partite Iva cessate, un fatturato che da 120 milioni di euro (80 per le vongole veraci e circa 40 per i lupini) è sceso a poco più di 13 milioni. Oltre 500 famiglie in grave difficoltà.

E’ un vero e proprio grido di dolore quello lanciato dai pescatori dell’Alto Adriatico (che coprono oltre il 30% della produzione nazionale di vongole) oggi una riunione con i vertici delle cooperative di pescatori e della Regione Veneto.

La crisi

Le imprese del settore – spiegano all’Associazione generale cooperative italiane (Agci) del Veneto - risultano inattive da oltre 15 mesi, senza prospettive concrete di ripresa nel 2026. Le recenti semine di vongole non hanno prodotto alcun risultato: i campionamenti non rilevano presenza di prodotto. Questo scenario – aggiungono ad Acgi Veneto - suggerisce la possibile presenza di sostanze inquinanti – come pesticidi o metalli pesanti – che non vengono attualmente monitorate dagli enti preposti, i quali si limitano a controlli stagionali sulla carica batterica.

«Fermi dal 2024»