Roma, 3 dic. (askanews) – La piscicoltura, che sta crescendo nelle marinerie di Grado e Marano, attenua la crisi da granchio blu che ha colpito anche la filiera ittica friulana. E’ quanto emerge dal report realizzato dall’Osservatorio Economico della pesca di Veneto Agricoltura, in collaborazione con l’ERSA FVG (Agenzia regionale per lo sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia), che approfondisce la situazione di pesca e acquacultura nelle marinerie di Grado e Marano Lagunare nel 2024.

Anche sulle coste del Friuli, come in quelle venete, i molluschi hanno subito un rilevante ridimensionamento produttivo, dovuto all’azione combinata di granchio blu e cambiamenti climatici: i dati evidenziano un calo complessivo del -54,1% rispetto al 2018, sul quale pesa l’azzeramento della produzione di vongole toccato lo scorso anno e diventato una desolante consuetudine.

Cielo decisamente più sereno sul versante della piscicoltura: il comparto è l’unico che, tra le varie branche dell’acquacoltura, si presenta stabile nell’ultimo decennio (+0,1% sul 2015), grazie alle 10.640 tonnellate prodotte nel 2024. La principale specie allevata è la trota, che costituisce l’89% della produzione regionale e oltre il 30% di quella nazionale.