Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

10 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 15:55

Ha ammesso che la porta di emergenza del seminterrato del bar Le Constellation era bloccata dall’interno e di aver sostituito lui stesso la schiuma fono assorbente che ha preso fuoco. Le indiscrezioni circolate negli scorsi giorni e riferite da alcuni testimoni trovano una clamorosa conferma: a riferire le due circostanze agli inquirenti impegnati nel far luce sulla strage di Crans-Montana, nella quale sono morti 40 giovani, è stato Jacques Moretti, il co-proprietario del locale nel quale si è consumata la tragedia poco dopo la mezzanotte di Capodanno.

A riferirlo è la televisione svizzera Rts, citando fonti confidenziali: Moretti, in carcere da venerdì, lo avrebbe ammesso davanti ai magistrati della procura di Sion durante l’interrogatorio. Il co-titolare, giunto sul posto dopo l’incendio, avrebbe anche affermato di aver sbloccato lui stesso la porta dall’esterno e di aver trovato diversi corpi esanimi ammucchiati davanti ad essa. Insieme alla moglie Jessica Maric, messa ai domiciliari con braccialetto elettronico, Moretti è accusato di omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose. Secondo Rts, le circostanze emerse nell’interrogatorio potrebbero indurre la procura a valutare la contestazione del reato di omicidio per dolo eventuale. Se così fosse, Jacques e Jessica Moretti potrebbero rischiare fino a 20 anni di carcere.